Un canto asimmetrico.La poesia di Carlo Michelstaedter. Di Rosa Frullo

“Io esalto la mia morte,la libera morte che viene a me perché lo voglio” (Da “Poesie 1909-1910”)

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Questi versi che sanno di una libertà intensa, atroce, crudele ci mostrano la strada che il poeta croato aveva percorso nella sua breve esistenza. Una poesia asimmetrica quella di Carlo Michelstaedter ,che si dibatte tra titanismo degli eventi e difficoltà dell’esistere. Tutto questo è amplificato maggiormente in un paese magico e tragico come la Croazia di fine secolo. Come prima constatazione c’è da rilevare il rapporto cosmogonico esistenziale che il poeta ha instaurato con il suo paese, con il resto del mondo e la storia. Cos’era per Michelstaedter la storia?.Lui lo chiamò anche un “fenomeno relativo” fatto di corsi e ricorsi,una lotta tra l’uomo e il suo feroce alter ego ovvero Dio. La difesa , e il recupero del sentimento vero di fronte al miracolo della natura e delle sue creature. L’umanità della “nostra sorella morte”che tutto abbraccia ,per citare Francesco d’Assisi che il poeta croato adorava ,ma come cantore dell’ infinatamente piccolo,non come santo. Michelstaedter fu anche un assiduo frequentatore della “poesia maledetta”. Cercò di interpretare la storia del pensiero filosofico e della cultura occidentale seguendo gli insegnanti di Baudelaire, Poe, Rimbaud, Valéry, Mallarmé, Verlaine. Insegnò anche ma per poco tempo fu molto irriverente e eclettico per essere un rigido insegnante.Accusato di aver predicato” la teoria della libera morte” ai suoi alunni durante le lezioni fu mandato via da diversi istituti scolastici. Questo suo metodo di insegnamento non fu molto gradito dalle scuole cristiane e moraliste che invece praticavano il dovere e l’obbligo questa sua” apologia del suicidio” lo porto ad avere molti problemi anche con la legge. Il poeta inveiva voce alta predicava il suo odio contro l’umanità, i cristiani, contro gli storici che appoggiavano le loro teorie ,che avevano neutralizzato, distrutto la vera essenza della filosofia greca antica. I filosofi greci erano diventati la trasfigurazione dei filosofi cristiani in particolare ad opera di Agostino d’ippona e Tommaso d’Aquino. Bisognava insegnare agli studenti la verità ,che è ricerca del logos ;distruggere tutte le interpretazioni cristiane della filosofia antica predicare il logos originario.ha un secolo è più di distanza il pensiero di questo poeta croato è stato rivalutato forse di più il pensiero che la poesia. La poesia che io ho definito asimmetrica tende più al contenuto che alla forma ,o a uno stile specifico, in quanto lui cercava il logos non solo come entità poetiche ma anche filosofica. Come professor Heidegger sostenne nei suoi scritti che la ricerca filosofica lo studio della storia del pensiero occidentale è lo studio della ricerca del logos della parola che si esprime attraverso la poesia ovvero la poesia e l’essere vivono nella stessa dimora. La purificazione e la ricerca del logos originario poteva avvenire solo attraverso la poesia.Un poeta che io stimo tantissimo Dario bellezza aveva sostenuto in alcuni suoi articoli di critica che la poesia contemporanea era la trasfigurazione della poesia cristiana. Cosa intendeva dire con questo che in particolare anche nel caso di Baudelaire attraverso lo studio e la ricerca di una spiritualità cristiana nei” Fiori del Male” aveva cercato di rielaborare una poesia pura che non fosse cristiana che tendeva al logos originario che é quello della poesia greca e latina senza pentimenti ,senza morale, senza peccato una poesia dell’umano. Anch’io sono d’accordo con le teorie di Dario Bellezza il cristianesimo ha influito negativamente su gran parte dei poeti contemporanei e dell’ottocento ,del settecento che hanno ridotto a un moralismo assurdo ,un’apologia contro il cristianesimo che non ha fatto altro che esaltarlo invece di non dargli alcuna importanza. Hanno cercato un inutile apocalisse, quando non bisognava ricreare nessuna apocalisse ma bisognava solo cercare il logos originale perché la poesia vera non ha pregiudizi, non ha morale, se ne frega di tutto e di tutti. Michelstaedter scrive in una sua poesia senza titolo la sua rabbia:”Come dire all’uomo e alla sua prosopopea di grande artefice di storia e di destino altro non è che un sogno. Tu sei il nulla una piccola ombra ,una sottile molecola. L’unica strada da seguire é perdersi per sempre …”

Ascolta Rosa Frullo legge Carlo Michelstaedter di Rosa Frullo #np su #SoundCloud

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