La mia vita con Edgard Allan Poe. Di Rosa Frullo

” Baudelaire,tutto preso dal suo inferno privato era soddisfatto solo nel credersi colpevole e maledetto, mentre in Poe c’era amore per quella innocenza che egli credeva di ritrovare nelle adolescenti malinconiche,la sua era una ricerca magica dell’innocenza perduta. L ‘uno satanizzando non poteva comprendere ,e l’altro che angelicava ,ed é per questo che nella traduzione di Baudelaire non si trova niente di Poe”. ( Jan Epstein)

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La lettura di Poe dipende anche dai critici letterari,e dagli altri poeti che hanno tradotto e diffuso la sua opera in Europa. I saggi sulla “natura poetica” di Poe è a mio avviso necessaria per una esatta comprensione dell’opera del poeta americano. The Poetic Principale ,o The Philosophy of The Composition. In questo saggio Poe mostra la sua lucidità critica, la sua autonomia poetica,e le sue vaste competenze di homo di cultura tra saggistica ,prosa e racconti. In questo saggio ci sono in oltre le caratteristiche che hanno fatto si che Poe diventasse il beniamino di tanti poeti e romanzieri come Baudelaire, Valéry. È proprio in scritti come questi che si distingue la personalità poetica di Poe ,una chiave esatta di comprensione per capire la sua arte,e la sua vita oltre i limiti dell’esistenza umana. Baudelaire esaminando attentamente i suoi racconti disse: ” Come Eugène Delacroix che elevando la sua arte all’altezza della sua poesia. Poe ama agitare le sue figure su uno sfondo violaceo e verdastro che rivela la fosforescenza della putredine,ed il presentimento della tempesta. I personaggi di Poe o meglio il personaggio di Poe,cioè l’uomo delle facoltà sovracute ,l’uomo dai nervi allentati,l’uomo che lancia una sfida alle difficoltà con la volontà ardente e paziente,colui il cui sguardo é teso con rigidezza di una spada sugli oggetti, che ingrandiscono come li fissa,quest’uomo é lo stesso Poe .E le sue donne?.Tutte silenziose ed ammalate,agonizzanti,morenti di strani mali, dalla voce smagliante simile a una musica. E ancora lui..”.

(Da “Edgard Allan Poe,sa vie et son oeuvre. ” Di Charles Baudelaire)

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Il raggruppamento sistematico delle opere di Poe è una questione complessa e di difficile soluzione. I racconti numerosissimi ,apparvero quando ,quando l’autore era ancora vivente su vari giornali settimanali; sempre quando l’autore era ancora vivo usci una raccolta con il nome “Racconti del grottesco e dell’arabesco” (Filadelfia -1840) ,e una seconda con il titolo ” Racconti” (New York-1845). Quasi sempre nei paesi di lingua non inglese, non viene adottata la riedizione e la scelta fatta da Baudelaire che nel 1856 ne pubblicò una prima raccolta dal titolo ” Storie Straordinarie”,ed infine nel 1865 una serie che si intitolò “Storie Grottesche e serie”. D’altra parte lo sforzo compiuto anche da esperti dell’opera di Poe di dare una struttura ciclica,per quanto possibile a questi racconti ci appare contraria alla loro più esatta fisionomia poetica,che lo stesso scrittore indicò definendoli ” Arabeschi “.Infatti si possono trovare alcuni elementi analogici tra di loro:si pensi infatti all’interesse per le scienze occulte ,viste come scienze naturali,ma anche ” la filosofia della scienza ” di umanisti come Pico della Mirandola, e filosofi del calibro di Bruno ,Campanella ,e Telesio ,Galileo, Copernico,che era il filo conduttore di tanti ideali giovanili,dalle “Avventure di Gordon Pyn” a “Rivelazione Mesmerica”. Si pensi anche al tipo di racconto poliziesco a un persone questo inventato da Poe. Una eccezione vistosa è invece quella costituita da cinque celeberrimi racconti: Benerice, Ligeia, Morella,Eleonora, e il Crollo della casa di Usher,dove si intrecciano storie personaggi, enigmi ,formule ancestrali ,tutto avvolto da un cupo alone di mistero,spesso cinico e ironico. La comune radice oscura di altre prose (Gli Arabeschi) e la presenza di nuclei comuni anche se avvolte opposti per parodia esempio (le mummie, o i cadaveri che parlano dal profondo della fossa,un tema quello della resurrezione galvanica nel racconto ” Il seppellimento prematuro “.Ci sono strutture di forma chiusa in ogni singolo racconto .Ma con molti elementi in comune. Per chiudere il discorso cito un bellissimo aforisma su Poe di Benedetto Croce:” Ho stimato sempre Poe tra i rari spiriti che riescono a penetrare profondamente la natura della poesia.”

https://www.spreaker.com/episode/16752838

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Angel Estravideo .Rosa Frullo un poeta dell’amore e del disamore. Di Valentino Zeichen.

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” Nella camera odscura i nervi delle fiamme disegnano

la terra.

Mi infilai le calze di nylon e i guanti rossi.

Il mio corpo ruotava sulla parete,

la bocca sui corpi,

Un Cristo di gomma ,

Una corona abissale sul tuo corpo.

Entra la carne è aperta ,

tra le cosce,

entra ,disegna la tua croce sul mio corpo infranto.”

*

Ti sorprende,di colpo,

un tuono, risvegliandoti

Tutto fuori posto, oggetti, sguardi.

Il vaso in frantumi,

lo specchio che ti guarda,

allora ripercorri ,

la stanza,il bosco,il cosmo

la trama compatta delle figure

l’essere che permane

le superfici refrattarie

Intransitive,

indifferenti alla tua assenza.

*

Transfert

Una lunga cura in dolore i miei viaggi,

Addii

Chi sa quanti clamori dopo di me?.

*

La tendenza intimista nei primi scritti di Rosa Frullo,mi ricordavano i versi e il carattere impetuoso del poeta spagnolo Pedro Salinas, che io letto per la prima volta quando ero nella casa di rieducazione a Firenze.Quei versi letti dovunque,di nascosto ,lontano dai miei oscuri carcerieri. I loro occhi mostruosi simili a quelli descritti nei romanzi di Poe, superavano i limiti dell’immaginazione .erano sempre su di me ogni volta che trasgredivo qualche regola. In quel posto tutto era uguali,gli odori,i giardini,e gli orribili vesti che indossavamo. Avevo letto a Rosa alcuni versi da “La voce a te dovuta”. Ricordo che i suoi bellissimi occhi verdi ,che io amo tanto,si sono riempiti del mio profondo dolore:” Io sono le mani/Io sono soltanto le mani /che tende colui che ama/all’alto della sua debolezza…”. Questi versi così belli ,e amari sono stati l’essenza della nostra amicizia. Io chiamo la poesia di Rosa corpo/poesia,quando la leggi hai la sensazione di toccarla . Essere veramente dentro di lei. Rosa vive l’eros nella poesia come lo sente nella vita ,e lo vive intensamente. Lei il dandy, la bohemien, la masochista , l’asceta.,il filosofo;sceglie di essere posseduta dall’uomo, sceglie d’amare oltre il dolore oltre la vita.

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