Quella tomba di rosso era per te…

Il tuo sangue rosso,

i tuoi polsi di poeta suicida…

tutto era per te, il colore del vino

sangue ,

vino,

le dita spezzate…

la tua bellezza.

Morire con eleganza ..

Morire sapendo che l’unica cosa sognata amata è morire…

Petronio tutti i poeti sognano di morire…con il sangue che cola nel vino …

Vuoi i miei polsi,

la mia urina,mista a quella di un gatto, vuoi il mio ventre il mio corpo come banchetto…

Ma voglio morsi grandi e forti,

Voglio cannibali ardenti,

no impiegati di concetto…

Voglio tutto il gomito del mondo ….

Voglio marcire tra le tue labbra…

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“Signorina ,non appena vi ho scorta,folle d’amore,ho sentito i miei organi genitali tendersi verso la vostra bellezza sovrana,ritrovandomi più in calore che avessi bevuto un bicchiere di raki”(Da” Le undicimila verghe” Guillaume Apollinaire)

*

Quest’ uomo che per gli altri è morto assassino,

Ieri l’altro ieri e prima ancora e ancora.

Egli era nella sua polvere bianca,

penzoloni,

Assetato di giustizia,

L’odore di una pazienza sovrumana,

un morto che espande i suoi escrementi nella tomba.

Poeta ricorda sempre nel piacere,

che il dolore è tuo fratello,

e la morte è tua sorella.

*

Biografia

La tua vita nasce da una macchina di sangue,

la bocca va’ e viene

tra strani riccioli,

così mi prepari per un dolce bagno

per vuoi mostrare a tutti la mia figa.

Tutto in un minimo gesto.

Le tue frasi maliziose nelle scarpe di raso.

Sono tra il soffitto e il tetto.

E sangue mi cerchi.

Perché essere?.

Incollare l’attesa in un abbraccio,

tra soffitto e il tetto.

*

Apollinaire

Scavare fosse per i morti

e sperma per vivi.

Niente vale una buona dose di rabbia.

Bisogna affogare i desideri dalla nascita,

bisogna essere abbastanza epilettici per morire su un pavimento vuoto.

Tu sai godere in una palude di sangue,

tu sai cantare le note alte,

nei prati dorati dove la morte utopica ti attende a braccia aperte….

“Postquam omnes bonam mentem bonamque valitudinem sibi optarunt, Trimalchio ad Nicerotem respxit et:”Solebas inquit sua vius esse in convictus ;nescio quid nuc taces nec muttis .Oro te, narra illud quod tibi usi venit”.( Da “Satyricon,capo 61-62” Petronio)

Pulcherrimum bacciballum

Non piangerò sulla crudele spalla

Non sventreró ,non riderò più a cuore aperto.

Non morirò per una copula mancata

Per uno sguardo,

Per un coltello,

Ma non vivrò realmente mai più.

*

Cume

Scegliere un dolce talamo dove giacere,

Morire,

Dormire.

Sentivo la crudeltà dei suoni,

parole,

la fragilità di un corpo,

fianco a fianco,

un lembo di terra

Caini!

Un letto dove riposare le mie ossa,

cresce piante vomitare, eiaculare

nell’immondizia .

Cume

Substantia eterna…

*

Secundum viam

Ci sono schiave che sposano il male,

Vivono su un triclinio,

squamando i loro clitoride.

L’ultimo saluto a l’uomo solitario,

che perdendo tempo a vestire il suo

profilo,

risale,

scompare.

Poeti che cos’è questo vestito

immondo che mi avete dato,

eaculazio di orge atrofizzate.

Poeti che mi avete creato dal nulla,

dentro un abbraccio,

dal nulla, dentro un altro nulla.

” Viva Bacco e viva amore: l’uno e l’altro ci consola;uno passa per la gola, l’altro va dagli occhi al cuore. Bevo il Vin! …e con gli occhi poi faccio quel che fate voi..”(Da”La Locandiera /Scena ottava – Secondo atto” Carlo Goldoni)

*

Da quando la tua voce è entrata dentro di me,

come un soffio,

fermandosi alla soglia.

Ha invocato ad alta voce il mio nome,

ha fasciato i miei tendini dolorosi ,del suo unguento miracoloso.

Ti chiedo nel cerchio degli angeli :”Stelle o Denaro!”

Essere qui

Per te

Felice di vedersi ardere le dita alla prima nota in Do Minore.

Stringi le tue braccia come se fossero nelle mie,

libere di divorare la nostra bellezza

con un bacio

a denti stretti.

Ma quando riaprirono gli occhi

Io

sarò sola

L’amore plastico di una luce al neon al centro del mio corpo.

*

Le scatole cinesi (1999)

Passi di un sogno dentro un l’altro sogno.

Un solco che si apre tra i sospiri ,quali inganni martiri della carne,

Tu un alito di paradiso verso la terra promessa.

Il tuo volto,il tuo riflesso,

rifulge fra il mondo inerte e un fuoco tutto mio.

Ancora passi da una sogno a un altro sogno.

Come scatole cinesi,

ho paura del tuo volto,

ho paura di risvegliarmi .

tu

sei nel bicchiere solo io ti vedo,

Maledetto.

Ti odio sei nel bicchiere.

Io non sarò mai come.

Ridi bastardo.

Tu sei un sogno,dentro un altro sogno.

*

La mano nera

Devi sentire l’orrore,

nel tuo cuore,

per poter sentire.

*

Belle du Jour. Di Rosa Frullo

*

Tu non sai se una dolce meretrice avesse cura di te,

come sono io ,

e tante nascoste dietro l’ ombra dei cancelli battuti dal vento .

Quali profondità cavernose,

calde , umide ,avvolgenti d’essere posseduta in una cassa da morto.

Mari profondi che solo gli occhi possono guardare.

E tu con il tuo voyeur da quattro soldi ti masturbi per i mille peccati della tua anima,

occhi che non sanno sognare ,

un necrofilo che forse l’unico che può sognare

La mia carne no!

Rosa no!

La Belle di jour che non esiste più.

Non ti voglio,

e non bisogno di te.

Lascia perde.

Non resistermi.

Io picchierò duro.

I deboli esistono per giustificare i forti,

Quanta bella gente qui.

La necrosi di una bohème di lusso i critici letterari

Il campanile suona a morto tre volte,

hai una visione limitata della vita,

non riesci ne anche a sentire l’odore di merda su i tuoi piedi

Cerchi di essere crudele e libero poeta?.

Se vive con le scimmie sociali é difficile che un

poeta scamperà alla necrosi,

Poeta odia ogni fottuto bastardo che ti intralcia.

Sai i vermi si moltiplicano ovunque,

è sempre più difficile capire cosa un poeta preferisce mangiare,

cibarsi di gente orribile ,poi vomitarla il giorno dopo;

Tutto dipende dalla grande della bocca che li divora

Oggi nel sesso conta più la grandezza che la prestazione,

per i coglioni,

solo un capitalismo di “Dimensione”.

Io so che i tuoi baci amari

e il tuo sesso pronto per la monta,

Vuoi il perdoni per le mie preghiere…

Vuoi la bestemmia,

Vuoi che lo faccio mentre rovescio gli occhi….

*

Altrove è la nostra salvezza

Una fiamma tra il Nulla e Essere

*

Il dolore dei sogni perduti invocano di dio della terra.

Il Dio fatto a pezzi

Dio,

dei ripudiati

dei cinici

dei sadici.

Michele Sovente,la poesia oltre la poesia

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Più spendi più credi di esistere ,di avere in braccio il mondo ,di spremere i succhi dalla polpa industriale. Più perdi sfumature più diventi seriale, credi di vivere a lungo di assumere ogni giorno diversi connotati ;più ti vendi ,più diventi scoria,più credi di stare al centro della storia.(Superstiti/Michele Sovente)

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Quando ero bambina credevo che l’odore dell’oppio annunciava la presenza degli angeli. Sono passati tanti anni ma forse ci credo ancora. Anche se non sonno mai stata una grande cultrice dei “Paradisi Artificiali ” , spesso li ho esaltati, perché mi eccitava vedere il loro effetto benefico sull’uomo. Mi piaceva guardare quei corpi,che sentivo cosi,liberi,puri cercare di raggiungere il loro piccolo “Nirvana”.

*

Il nero mi circonda

Salvatemi!

Un nido di viscere in un ramo secco.

Salvatemi!

Dal orrore dei sogni

da un corpo

che disintegrandosi

si disintegra.

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