Zombie Poemes. Di Rosa Francesca Di Meo

“La mia ombra esangue vagherà accanto a te e la ferita del mio orgoglio piangerà..”

(Da “I canti di Ossian” James MacPherson)

Spunti con il giorno ,a ore indicibili,mi geli,dolce morte. Il sangue con la tua voce di passero. I morti camminano insieme ai vivi,il dolore smisurato ,dal sonno profondo emerge qualcosa di più profondo,porta con sé luce e tenebre. E io cado tra le tue braccia nel buio spalancato del cuore. Ah abiti quella casa laggiù nel verde accesso dei temporali tra le ultime case e l’orizzonte piatto della terra.Da qui,da questa collina brucata dal vento e dalle nuvole,da me,a te una distanza:un anno di luce nel tempo e nello spazio.Un buco nero di lettere mai spedite,mai neppure scritte.

Nekromantick. Di Rosa Francesca Di Meo

Le melagrane aperte che sanguinano sotto un puro e sottile strato di neve blu delle mosche sotto la neve i camion agrumi ti sotto la neve i vermi bianchi ancora più bianchi sotto la neve le lunghe pareti rosse e le voci perse camminano a tentoni sotto la neve tutta la città è sotto la neve sino all’enorme Cittadella che vola via sotto la neve.

*

Il piumaggio di brina sul vetro, il ceppo rosso sangue, si distingue da un corpo piagato,

l’inchiostro è duro e non sa più scrivere

soffrono le dita

e l’orecchio e dritto ma in questo inverno perduto ciò che è perduto non ritorna.

*

Sulla collina delle tue gambe, l’odore dello sperma vivace lucido è un novello Belzebù ,che chi a in sé le mosche dell’orgasmo, in attesa di sciogliersi in un grembo scuro di vermi.

Il mio cuore è una rosa paralizzata…Di Rosa Francesca Di Meo

“Il corpo é tutto dilaniato,colore della perla,il segno del destino, striscia,il cuore si chiude, gli specchi sono coperti…”

(Sylvia Plath)*

Un po’ di colore e di slancio ,una bellezza stanca e decomposta,si insinua nelle forme movenze di una stanza vuota.

L’abitudine a morire ogni è un vizio umano. Rilke e la fatica insopportabile di essere morti.*Macchine sangue di Rosa,sulle nostre scodelle sporche,sulle nostre teste rasate,sui nostri vestiti di assassini.Si si stende il cielo immutabile blu,a volte con la coda dell’occhio lo si scorge poi lui si dimentica si dimentica

.Anche la bellezza ,quanto l’abbiamo cercata,abbiamo trovato solo inutile vita,forse la bellezza che noi cercavamo era solo morte ,e non lo sapevamo sull’orlo della strada.

Noi respiranti . Di Rosa Francesca Di Meo

“Non ne ho la minima idea, mio padre mi chiamava sempre la sua piccola pecora senza macchia ne paura, veramente non riesco ad immaginarmi che cosa abbia voluto dire…”

(Alfred Hitchcock)

*

Sento muoversi intorno a me ,dentro di me.

Intenso come sei nel prepararti al sacrificio mi sporchi con la tua presenza.

Io con un sospiro cerco i battiti del cuore sotto il pavimento ,

le luci si spengono come i pensieri, scricchiola il legno della bara dell’incoscienza.

Ti manifesti splendido e muovendoti lentamente in modo che duri di più la tua tortura .

Il tuo disagio di sapermi libera è più schiava della tua grandezza ,sento sempre più vicino l’odore dell’oblio

e guardandoti negli occhi interrogato sguardo obliquo della mia anima.

*

Sguardi esagerati,

guardo lontano intravedo l’idea e ho di te

ritorna perfetto l’eco della tua voce :”Come stai senza di me?”

Tutto questo è un sussurro costante nelle celle oscure ,

una mente ingombra di vermi e putrefazione .

Sguardi

*

Si parlami.

Le tue parole sono un vomito azzurro,

carezze dopo la morte sono più false e feroci della vita.

Il desiderio di sentirti sempre vivo in un volto tumefatto.

Conserva le tue carezze per l’ipocrisia dei vivi…

stupido amante deforme,amante del nulla,

amato nel nulla.

Calembour erotici e la concezione di “Un mondo da nulla” nella poesia di Rosa Francesca Di Meo. Di Mirka Pasquetta

“Nella mitologia romantica dell’amore universale,l’androgino domina come caratterizzazione dell’eterno femmineo garantisce l’ideale di bellezza e di sensualità eterna .Ma nell’indecisione tra il maschile e il femminile, l’androgino risulta l’apoteosi di Dioniso. La divinità androgina per eccellenza,descritto anche come” lo straniante “nei grandi poemi epici…”

(Mirka Pasquetta)

” Da qualunque parte si volga una fanciulla ha intorno a sé l’infinito”

(Søren Kierkegaard)

*

Anche Rosa Frullo offre nei suoi versi le esperienze oniriche dell’orgasmo e dell’estasi,del riso sotto il comune denominatore battaliano secondo il quale l’eros è l’approvazione della vita fin dentro la morte ,interdetto che consente di esplorare il limite umano. I temi e il lessico della sua poesia fanno costantemente deflagrare la fisicità . Il suo corpo si riflette con le figure della metonimia nelle posture del desiderio e della morte. Le immagini la vulnerabilità dell’eros: l’amore contiene in sé il lutto, come i letti di Baudelaire contengono la profondità delle tombe. Ma, una volta di più , la Rosa Frullo va oltre questa annotazione; il gioco è sempre la sfida del desiderio e ai suoi confini estatici,il bacio diventa un gesto folle e cannibalesco,il sesso si staglia in un paesaggio devastato da un romanticismo nero. E fin dalle sue prime raccolte di poesie,lei non si nasconde fra gli ornamenti della retorica per dire un amore femminile,materializza la visione dell’ amato in delirio metafonico. Il tempo crudele è sempre presente,il tono non ammette repliche apodittico come un versetto religioso,un racconto mitico. Spesso la scrittura di Rosa Frullo sembra una sorta di ritorno al surrealismo , ma invece declina nella visionarietà di un gesto in cui si incarica di comporre e contenere la precarietà del destino .Ma l’erotismo ha sempre un contrappunto. Il sacro, con il vasto campo semantico che gli appartiene,diventa uno dei motivi più frequentemente intrecciati alle dissonanze d’amore,assieme ai temi della malattia, della mondanità e della vita. La sua sacralità irrisa e per ciò stesso assunta pienamente,come dirà Georges Bataille in” Madame Edwarda ” è in contrasto con la più superficiale trasgressione, forse molto più vicina alla “Venere in pelliccia” di Leopold von Sacher-Masoch . Quest’autore che Rosa Frullo considera un grande pensatore dell’erotismo come Georges Bataille ,ha senza ombra di dubbio inciso sia sulla visione della poesia erotica ma anche nella sua visione filosofica del testo Un mondo da nulla 1998 -99 Da tenere in considerazione sono anche gli studi che lei ha fatto su Nietzsche e Deleuze per quanto riguarda il “Dionisiaco in rapporto al principio di autoconservazione in una nuova interpretazione dell’origine dell’essere .

Trasgredire appassionatamente,questo si può aspettare da lei ,così come nei versi della sua adorata Joyce Mansour :”La morte è una margherita che dorme ai piedi di una Madonna in calore”.Cosi come il volto angelico e puro di Madonna si oppone a quello di un androgino Dioniso che parla attraverso il dolore estatico. A questa sorta di ossimoro poetico /filosofico per cui la morte è una margherita,ovvero vita e grazie che contengono,come questo fiore,un profumo nauseabondo,segue nel secondo verso la figura mariana,che rende necessario il doppio riferimento non solo alla spiritualità e alla purezza ma anche al ventre per eccellenza dell’iconografia cristiana , indipendentemente dal attribuito sessuale che vi si aggiunge. Ecco che la divinità cristiana e quella pagana si fondono creando una creatura poetica androgina prima di ogni substantia morale e ontologica. Una rivolta anche del femminile ma che si tiene a distanza dalle lotte di genere femminista. Rosa Frullo ha sempre sostenuto le lotte per l’emancipazione culturale delle donne,ma solo per affermare il principio di uguaglianza con il genere maschile,gli stessi diritti in tutto.Ma le non ha mai esaltato la figura femminile rispetto a quella maschile,ma le ha unite in nome di un erotismo poetico che affonda le sue radici nell’antico culto di Dioniso. Una divinità che sa essere forte ma anche fragile,divorata dal fuoco che non sa propagare ,nasconde il dolore sotto movenze,la rabbia,la sofferenza il piacere per l’empietà,condanna sotto una bigotta maschera femminile seppellisce il suo livore di creatura (afrodisiaca).Due creature dice Rosa Frullo distese l’una sull’altra , schiacciati da un peso profumato fanno la comunione,si cibano l’uno dell’altro. Dietro tutto questo il poeta osserva da un oblò la follia delineato da uno spazio chiuso delle mure domestiche:” E se la vita non fosse che il riflesso nello specchio del bagno.Il corpo che porta ancora la sembianza,che porta i ruggini della notte,le voci scure del sonno,i suoi balbettii,l’immagine baudeleriana della carogna della donna amata che giace li,in decomposizione, ma conserva il sonno di tutti i sonni d’amore in dissolvimento.

Ascolta Rosa Frullo legge una una poesia di Rosa Frullo su #SoundCloud

Bohémien . Di Rosa Francesca Di Meo

A Valentino Zeichen ,amico e compagno di un eterno viaggio verso la libertà“Ciò che si fa per amore lo si fa sempre al di là del bene e del male”(Da “Aforismi” Friedrich Nietzsche)”Da piccoli si faceva a gara a chi sperimentava le giostre più veloci,io spesso mi nascondevo tra i più forti. Per sentirmi forte anche io .Era quasi sempre cosi. Ma crescendo dovetti sperimentare che quello che mi faceva veramente paura,ovvero la perdita del centro di gravità che mi lega a questo mondo balordo. Un giorno ho deciso di salire sulla giostra più alta ,senza più paura e di sentire solo l’anarchia del vento sul mio volto”(Rosa Frullo)*”Un giorno durante nelle nostre passeggiate a Villa Borghese Valentino mi disse:” Più ti guardo ,e più mi sembri una giostra ,non ti fermi mai. E io gli risposi :” Voglio essere un eterno Lunapark, e volteggiare nell’aria,non riconosco più da tempo il centro di gravità che vuole imprigionati a questo mondo. Voglio ritornare ad essere ciò che sono. Un Dionisio danzante ,metà dritta e metà contrasto. Non è forse questo che ci unisce mio caro .Lui dolcissimo mi guardò con i suoi occhi grandi; accennò un sorriso,un po’ ironico come faceva di solito .Poi mi prese le mani e disse:”Noi siamo due bohemien, non saremo mai contrasti, siamo nati per parlare con il vento ,anche nel dolore più cupo ,noi possiamo donare la nostra voce al vento , perché lui possa parlare attraverso di noi ,e saremo anche noi vento come alberi perduti in un bosco infinito. Spesso mi raccontava del suo rapporto contrastato con suo padre. Per lui fu triste scoprire che amava più le sue scarpe bicolore che suo figlio. Era come Belzebù in giacca e cravatta,attirava la merda come le mosche .Il suo sciocco sorriso stretto trai denti e quella gallina di buona borghesia che si portava dietro. Fu cosi che per me Villa Borghese diventò un mondo dentro un altro mondo ; una sorta di Eden multiforme ,dove la mia vera immagine si rifletteva senza paura. Solo li mi sentivo libero,in quell’oscuro e strano mondo fatto di piccole ombre in continuo divenire .Se le guardi dà vicino potrai osservare i suoi meravigliosi amplessi con la terra,le continue mutazioni e le particelle che si espandono nell’aria. La memoria torna indietro agli anni della mia giovinezza .Il mio piccolo amico Sandro che mormorava frasi senza senso,imparate per forza ai tempi del riformatorio. La logica avversa dei maestri crudeli muniti di forti bacchette,che non disdegnavano ad offrirci in premi atroci pene corporali. A sera la logica del piacere epicureo ci portava a rifugiarsi nei sogni sogni dei nostri amici di camerata che spesso si lasciavano anche andare a strani orgasmi soffocati con il pianto. Da grande ritrovai qualche amico di sventura, con cui giocavo a pallone ,o ci si divertiva a spiare vecchie prostitute nascoste dietro gli alberi. Il sesso ci divorava involontario lasciamo cadere il nostro sperma divento poi cibo per astuti animali. Io continuavo ad ascoltare Valentino,e lui come pervaso da un’estasi mistica continuava a parlare,contando i suoi passi non più così veloci. Non esiste un orgasmi più bello che sporcarsi le mani di inchiostro e sperma .Nei momenti bui ,vorrei svegliarmi ,pensare che questo è solo un brutto sogno e tu sei accanto a me,avvolto nella tua coperta a quadri. Quante volte hai patito il freddo senza di me. Solo di notte le nostre anime si toccano. Vivere in un eterno sogno da Vitelloni ,ma senza una morale che ci salvi da tutti i peccati. Io non voglio essere buono continuavi a ripetere il mondo non può essere spiegato con la sola ragione deduttiva ,per questo anche io credo come Nietzsche in una morale aldilà del bene e del male . Cercare una vita dentro un’altra vita. Ricordi cosa diceva Edgard Allan Poe dei suoi personaggi ,Ligeia ,Morella,Benereice, citando Joseph Glanvill e il suo Saducismus Triumphatus ,cosi anche le mie donne presenze rassicuranti,fantasmi innocui di una lussuria senza senso . La devozione che Valentino portava ai suoi fantasmi era totale incominciando dalla madre ,e poi l’orribile matrigna delle fiabe che suo padre aveva sposato e che spesso compare come il simbolo del più atroce sadismo,e infine la sua adorata Mireille che spesso scambiava con me. Loro vivono nonostante tutto in quella piccola dimora del tempo ,fatto di niente ,ma disperatamente vive .Un po come la mano che percorreva la famosa cerniera lampo in una sua poesia, e la stessa mano ormai paralizzata non sente per la vita altro che noia e un tiepido livore. Valentino Zeichen ormai profugo della vita creava cerchi geometrici come le tarme che divoravano i suoi vestiti e che ad ogni sussulto della terra ripetevano: “Ogni cosa ad ogni cosa ha detto addio” .https://vimeo.com/222682490

Rosa Francesca Di Meo una poetessa anarchica, napoletana, una dritta. Intervista di Valerio De Risi

Iniziamo con una domanda in relazione al dandy ?

Ok ci sto

Il dandy é Flâneur come Poe , Baudelaire , Rimbaud, Verlaine, Jaques Rigaut e Valentino Zeichen .L’esibizionismo è volgare , borghese e patologico?.Credi che tutto questo sia vero ?

Certo che sono convinta di questo.Il mondo virtuale è pieno di individui patologici. Potrei fare nome e cognome ma non è elegante. Il vero ruolo del dandy è quello del “Flâneur” ,colui che guarda il mondo senza guardarlo, ovvero fregandosene di tutto e di tutti. Diceva il mio adorato nonno :”Il miglior disprezzo è la non curanza “. Ci sono tanti pregiudizi letterari verso i dandy e i bohemien, essi non sono solo emblemi di estetismo esasperato, o creature prive di ogni morale.ma portatori di verità silenziose ,oscure ,antiche , la stessa verità che il grande Petronio conosciuto anche come Gaius Petronius Arbiter.che non solo si distingueva per l’eleganza dei suoi abiti ,ma anche per la sua arguzia, la retorica,e la sua arte poetica.

Da quello che ho potuto capire in lei c’è una forte avversione per il mondo attuale. Mi descriva con cinque aggettivi questo mondo ?

Volgare

Omologato

Antiestetico

Ipocrita

Borghese

Ci sarebbe anche qualche altra parola ma non la voglio dire.

Ma questo punto mi viene da dire ,che differenza c’è tra un dandy e un’ impiegato statale ?

Il dandy é una creatura pura ,che sta fuori dalla società ,e di ogni illusione creata dallo stato borghese non sa che farse. E soprattutto non sarà mai impiegato da nessuna parte. L’impiegato può fare solo l’impiegato e non sarà mai un intellettuale,e mai un uomo libero.

Ma il suo essere dandy nasce con l’esigenza di essere un poeta?

Mi occupo di questa sublime arte da quando avevo tredici anni. É stata molto dura. Tra fughe, umiliazioni, incomprensioni,gioie e dolori, Però devo dire che il sostegno degli studi filosofici e poi l’adesione all’anarco/femminismo hanno alleviato un po’ le mie pene. Mi hanno resa più forte. E poi io lo dico sempre :”È stata la poesia a scegliermi e non viceversa”.

La vita è un bellissimo girotondo come nel film “Otto e mezzo “di Federico Fellini ti piace come definizione ?

Assolutamente no. Caso mai è un triste girotondo .Noi veniamo al mondo come cani ,figli di una assurda e inconsapevole volontà oscura.Ci facciamo cento domande inutili. Gli animali e le piante sono migliori di noi non hanno morale e vivono secondo natura.

Una volta mi hai detto che la sola anarchia non ti bastava?

Si è vero,sono anche una Masochista con assoluta fierezza ,e ne vado orgogliosa.Non mi nascondo dietro le maschere delle donne uterine, madri e casalinghe perfette. Io sono una creatura dionisiaca. Dionisio è l’unica entità mistica che io venero.

É vero che hai anche origini nomadi ?

Si da parte di padre . Appartengono alla grande famiglia dei “Dritti”, è una parola che viene usata dal mondo nomade per distinguersi dagli altri. Io ho avuto sempre un carattere ribelle già da piccola ,mi piacevano i libri ma non la scuola,la odiavo. Non sopportavo di restare chiusa tanto tempo in un posto.Spesso fuggivo . Aspettavo la domenica, si andava alle giostre dov’è c’erano dei parenti di mio padre. Per me i Lunapark sono posti bellissimi,ma anche il Circo, lo sempre trovato molto affascinante. E poi adoravo le loro roulotte .Ci giocavo e immaginavo di poter spostare anche la mia casa dove volevo , proprio come una roulotte.

Quale sono state le persone che ti hanno aiutato di più in campo letterario?

Innanzitutto i compagni anarchici,loro mi hanno dato molto da un punto di vista umano non solo poetico. Poi i miei adorati amici Ferruccio Benzoni, Michele Sovente, Amelia Rosselli, e poi Valentino Zeichen che mi ha sostenuto nei momenti più difficili della mia vita. Anzi lui me la salvata la vita. È stata durissima quando mi ha lasciata.

Una volta hai litigato di brutto con uno scrittore che negava l’olocausto dei nomadi ?

Si allora c’era anche la Francesca Di Meo. Io non so come possano esistere queste persone. Negava una cosa che è storia con tanto di foto e testimonianze. É orribile tutto questo. Dei parenti di mio padre furono deportati in un campo di concentramento nazista dove c’erano solo nomadi. Ricordo che lui piangeva,ma anche mia nonna quando me lo raccontava. Devo avere ancora le foto da qualche parte. Anche Valentino Zeichen ha sofferto tanto quando venne in Italia da Fiume. Anche i profughi slavi , dalmati,non erano visti di buon occhio. Dove c’è il razzismo c’è il male.

Tu sei Nata a Napoli nei Campi Flegrei. Quanto la ami?

Tantissimo anche lei è una parte importante di me,con la sua dolcissima lingua fatta d’amore e poesia

Lei è fedele alla realtà?

No ,i cani sono fedeli

Posso farle una domanda sulla sua intimità?

Certo

A che età avuto il primo orgasmo?

Sei anni fu durante un sogno. Mi sono ritrovata nel bel mezzo di un’orgia , simile a quelle descritte nel Satyricon di Petronio.

Vedo che lei ama molto questo scrittore latino ?

Si ma anche Catullo, Marziale,Ovidio, Lucrezio, Virgilio…

Se adesso le proponessi un posto come segretaria lei accetterebbe?

No, preferisco la posizione distesa a quella verticale

Cosa pensi di quest’intervista ?

Si poteva evitare.

Le posso fare una proposta indecente?

Certo ,se si tratta di divertirsi io ci vado a nozze.

Altre interviste no.

Grazie è stata gentilissima.

Grazie a lei.

Rosa Francesca Di Meo legge una sua poesia “Storia di un piccolo Zingaro”

“Sono nato sotto una tenda in una notte d’estate in un accampamento zingaro ai margini della città,i grilli mi cantavano la ninna nanna ,la luna mi fasciava di raggi d’oro e le donne vestivano gonne fiorite…”

(Da “Canti Rom e Sinti”)

L’eredità stirneriana nella poesia erotica di Rosa Francesca Di Meo. Di Marco Carmenischi

“Rivoluzione e Rivolta non devono essere presi come sinonimi .La prima consiste in un rovesciamento dello stato di cose esistenti,dello statuto dello statuto e della società ; essa è dunque un atto politico o sociale. La seconda , pur comportando inevitabilmente una trasformazione dell’ ordine costituito , non ha di questa trasformazione il suo punto di partenza. Essa deriva dal fatto che gli uomini sono scontenti di se stessi e di ciò che li circonda. Essa non è una leva di scudi,ma un sollevamento di individui,una ribellione che non si preoccupa assolutamente delle istituzioni che potrà produrre. La rivoluzione ha come obiettivo delle nuove istituzioni .La rivolta ci porta a non lasciarci più amministrare, ma ad amministrare da soli. La rivolta non attende le meraviglie delle istituzioni future. Essa è una lotta contro ciò che esiste. Una volta riuscita,ciò che esiste crolla da solo. Essa non fa che liberare il mio ” me” dallo stato delle cose esistenti,il quale dal momento in cui me ne congedo,viene meno e cadono in putrefazione.

( Da “L’unico e le sue proprietà” Max Stirner)

*

Il pensiero libertario si espande nella poesia, e nel pensiero erotico e filosofico di Rosa Frullo su due piani diversi. Quello poetico e erotico e l’altro filosofico, ma che comunque sono indivisibili .La donna deve riconoscersi innanzitutto come essere afrodisiaco,e non riproduttivo. Questa è la prima forma di libertà . E la felicità , la Libertà intesa non come libertinaggio ,ma uno stile di vita simile a quello di un dandy; apro una parentesi che non è una prerogativa solo maschile ,come affermava Baudelaire ,il vero dandy non ha sesso,è maschile femminile,può essere ciò che vuole, si pensi a Petronio ,Oscar Wilde, Georges Sand, Anna Achmantova. Si può essere anarchici ,ribelli, masochisti . Ma tutto questo non porta alla deformazione sessuale, anzi la giustifica come mezzo per accedere all’universo del piacere. Il piacere e l’atto riproduttivo sono l’uno dall’ antitesi dell’altro. la copula meccanica o riproduttiva è fuori dall’ universo erotico.La visione dell’eros secondo la prospettiva anarchica di Rosa Frullo non si riduce alla sensualità ma va oltre il suo significato.L’eros diventa una sorta di esperienza sovrasensibile ,come il desiderio cercasse il senso del suo stesso desiderare. Sade ,von Masoch, Baudelaire, e anche lo stesso Stirner sono stati dei pionieri di questa visione della sessualità ,intesa come l’oltre del desiderio. Tutto è piacere senza morale,lontano dal suo occhio malefico.Il tedio,la noia possono nascere da una profonda insoddisfazione ,dalla frustrazione di un sesso di coppia fatto per dovere:”Per una donna come me sono sono frustranti ,lei mi diceva perché mirano solo alla possessione di un oggetto”.La virtù matrimoniale genera solo frustrazione e infelicità. Justine e la prosperità del vizio di Sade dice che “la donna viziosa è ridicola quanto quella casta” .Abbasso i conformismi borghesi. Liberate la donna dalla castrazione mentale chela riduce ad entità riproduttiva,la donna ha le stesse potenzialità dell’uomo,basta finiamola con il maschilismo sciovinista. Davanti ad un anarchico non ci sono amici o nemici nel letto ma solo ,uomini e donne. Il poeta latino Publio Ovidio Nasone diceva:”Imparate l’arte amatoria , Ars Amatoria”.I borghesi non hanno mai imparato niente a nessuno. Solo i poeti e filosofi possono insegnare la vita.

Rosa Frullo legge Max Stirner di Rosa Frullo su #SoundCloud

“Piscina Mirabilis” . L’aria si fa tesa. Per una poesia del sentire presente. Di Rosa Francesca Di Meo

Dedicato al poeta Michele Sovente

*

Opus signinum

C’è qualcosa in me che non ama la morte,

ma vuole morire,

cose che adoro senza fatica

e altre che non oso scrivere.

Cose fatte per l’obbedienza,

ma io non voglio,

voglio solo il vento,

questi calchi di pietra

dove mi nascondevo da bambina;

io in te ,

tu in me…

Autem perverse vivendo.

*

Il tempio dell’acqua che non c’è

C’era un tempio dove l’acqua si smmariva nel vuoto,

presso lunghe ombre vuote.

“I fantasmi lacerano la luce la offuscano !” ,

Tu me lo dicesti un giorno di tarda estate,

Tu solo tu mi dicevi la verità ,

cient e cient cammarelle,

pe’nuie eran’ pazzielle,

gross’e piccerelle.

Il sole si sogna una volta sola.

Resta,

dritta

estesa

forte .

Resta un pulviscolo di luce/ mondo .

Rest’cu mé.

Vai tra le fessure,nei buchi,

resta,

se io dovessi andare via come uno specchio,

resta con me

mane apude me

in an istant morietur.

*

Contando nel inchiostro

le ossa alle pareti,gli angoli

lontani con i sorrisi,

sarebbe bastato un gesto

pe aprirti senza ferite

avvolti teschi e clavicole,

spingersi nella corrente.

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito